Crème fraîche Ou Crème Chantilly?

Cambio luoghi, vite ed emozioni. Colleziono sensazioni e attimi. Vivo e respiro. Nella confusione e nella consapevolezza di quanto l'ordinario sia straordinario.
domenica, novembre 29

Lo ammetto: l'avevo sempre evitata.
La prima volta che ci sono venuta è stata per fare il colloquio.
Quando sono atterrata, mi ha accolta con un clima autunnale colorato di foglie cadute.
RIcordo il viaggio in treno: sul finestrino le gocce di pioggia che mi aspettavo, fuori prati ed il verde.
E poi la metropolitana: ne ero intimorita mentre studiavo la mappa topografica colorata da arlecchino nei giorni di festa.

Quando mi ci sono trasferita, avevo con me i timori di chi ha sempre preferito tranquille cittadine alle metropoli.
E Londra, la Londra dei tabloid, della musica, della finanza, di Broadway mi sembrava troppo.
La guardavo sospettosa fingendo indifferenza, come se i suoi 7 milioni di abitanti, il suo presenzialismo modaiolo e la sua sregolatezza non mi tangessero.
Ma sotto-sotto non mi attraeva con quella su aria così trendy e quel suo allure di città simbolo e mito.

Poi ho imparato a conoscerla.
Ho piano piano imparato a scoprirla ed a viverla.
Ed è perfetta.
Londra è quello che chi la vive vuole che sia.

La mia Londra non è il chiasso, il rumore, l'eccesso e ciò che i giornali ed i media saccheggiano di Lei.
I media creano un mito distruggendo e distorcendo la realtà.
I media hanno saccheggiato Londra della sua magia.

Londra, la mia Londra, è la quiete dei parchi, fra una panchina e qualche anatra.
E' passeggiare lungo il Tamigi e smarrirsi fre architetture e canali.
E' sedere al tavolino nell'angolo di un caffè e osservare il mondo che ti passa accanto.
E' esplorare quartieri e vite - quelle reali, quelle che non compaiono nei tabloid - e respirare profumi e storie di posti lontani.

Londra non è inghilterra.
Non è neppure Europa.
Londra è un concentrato di mondi e culture che si incrociano, si amalgamano, si integrano e si valorizzano a vicenda.
Londra è un gioiello umano, un porto franco ed un non-luogo culturale in cui le diversità costituiscono la ricchezza e le risorse vive e vitali della città stessa.

Londra si fa vivere.
Londra non si impone, propone.
Londra richiede di essere vissuta, vuole essere scoperta, ha bisogno di attenzioni e chiede solo che chi ci viene abbia voglia di conoscerla e scoprirla per non perdersi, per non perderla e per non fraintenderla.


Ch.

(un video di una Londra magica. Diversa. Quella che vedo io. Quella Londra che vivo io)

postato da: Chantilly alle ore 00:01 | link | commenti (12) | commenti (12)
categorie:
giovedì, novembre 26

E poi capitano giorni così in cui l'azzurro del cielo è la coperta della colazione e il vestito della giornata.

D'un tratto i ricordi, le memorie dispettose e le nuvole se ne sono andate.
Come sono venute, portate dai venti dei giorni, se ne sono andate.

La mente che torna creativa, il fermento, la voglia di essere dentro al momento, di esserci e di vivere.

Ho fretta.
Ho sempre fretta.
Ma non è la fretta ansiosa e cupa di chi corre perchè in ritardo, perchè il tempo e gli orologi sono più veloci.
E' la fretta di chi ha troppe idee nella testa che cercano di uscire, che cercano il loro ordine ed il loro posto.
E' la fretta di chi corre non dietro agli orologi, ma dietro ai momenti, dietro a se stesso ed al proprio presente.

Ho fretta - ho sempre avuto fretta - fretta di vivere, di fare esperienza, di provare, di vedere cosa ci fosse dentro ed oltre l'attimo.
Ho sempre avuto fretta ma non ho mai vissuto frettolosamente.
Ho vissuto e vivo vorticosamente - assorbita dentro alle mie emozioni, dentro ai miei giorni, dentro alle mie passioni.
Ho sempre avuto l'ansia costruttiva di riempire i miei giorni, di farli diventare vasi colmi.
Ho sempre avuto paura di non avere mai abbastanza tempo per fare tutto - ho sempre desiderato arrivare alla fine dei miei giorni con quella consapevolezza appagante e pacata di non aver perso tempo, di non aver sprecato i miei giorni, di aver avuto il privilegio di riempire i miei giorni di vita, di aver vissuto e respirato ogni istante.

Ed è così anche oggi - oggi è uno di quei giorni in cui la mia sete di presente, di esserci, di vivere l'attimo e vivermi in ogni singolo secondo mi trascina da un momento all'altro... da una stanza all'altra e da una sensazione all'altra.

E sto bene dove sto.
E ho tutto quello che serve per essere sereni, per costruire il prossimo istante di felicità mentre questo sbiadisce.
Onde di felicità minuscole e veloci, una dopo l'altra. Sensazioni che non si placano ma dominano docili una strana giornata di novembre.

Ch.




postato da: Chantilly alle ore 21:41 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie:
mercoledì, novembre 25

Ho un momento impigliato nella testa
Si e' incastrato fra i pensieri, ospite inatteso.
Gioca fra presenze ed assenze.
Non riesco ad afferrarlo, mi manca una parola - espressione in cerca di senso.

E non se ne vuole andare.

E ronza nei pensieri come un'ape fuori stagione - fastidiosa eppure innocua.

Ch.


postato da: Chantilly alle ore 13:45 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie:
martedì, novembre 24

E' un valzer.

Ironico, allegro, dispettoso, veloce, nalizioso, toglie il fiato, arrossa le gote e fa sorridere e ridere.
E mi sentivo Alice nel paese delle meraviglie mentre correvo veloce sulle scale della biblioteca.
Non avevo tempo per aspettare l'ascensore, Bianconiglio del mio presente.

Il sapere, l'ispirazione, il momento della rivelazione non può attendere.
Vuole tutto e lo vuole subito.
E ho corso veloce fino all'ultimo piano - fino alla soffitta che nasconde i tesori più preziosi.

E tutto ricomincia.
E riparto da dove avevo interrotto.
Avevo messo in un cassetto la mia laurea in linguistica ed i miei studi di filosofia del linguaggio.

L'ansia epistemologica di cui mi sono caricata - quella che ha roso le mie notti ed i miei pensieri, ad un tratto è evaporata.
E dal nulla ho ritrovato il bandolo della matassa, ho ricollegato i saperi, ho ricostruito le teorie, ho messo insieme i tasselli, ho cambiato prospettiva, cercato nuove domande ed ho ritrovato la mia dimensione.

Mi sono aggrovigliata agli scaffali, ho gettato borsa, computer e cappotto per terra, mi sono circondata di libri, mi sono seduta per terra ed ho letto.
E più leggevo, più soridevo, più capivo che era la strada giusta.

E' la strada giusta.

Ho trovato il mio posto.
Ho trovato la mia dimensione.
Mi sono trovata.
Filosoficamente ritrovata.
Intellettualmente appagata.

Ch.

postato da: Chantilly alle ore 21:23 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie:
domenica, novembre 22

Eppure.
Eppure io le persone, prima di conoscerle, le riconosco.
E' questione di istanti.
Attimi minuscoli in cui l'individuo che incrocio diventa persona.

E' accaduto con il Persiano.
Io quell'attimo e quello sguardo di intesa lo ricordo.
E so che lo ricorda anche lui.
L'istante esatto in cui ha alzato gli occhi e li ha posati dritti dentro ai miei e ci siamo riconosciuti.

Riconosco istintivamente le persone prima di conoscerle.
E prima di innamorarmene.
Quando sono persone di cui potrei innamorarmi.
Potrei potenzialmente innamorarmi perdutamente del Persiano.

Qualcosa mi sfuge, qualcosa intuisco.

Ma non ho fretta.

E se non sarà il Persiano, sarà qualcun'altro.

Attendo.

Le cose semplicemente accadono.
E accadono sempre per un motivo.
E tutti i tasselli vanno sempre al posto giusto.

E sarà così anche stavolta.
Lo so.

C'è aria di attesa.
Non mi aspetto nulla, non chiedo nulla e non voglio niente che non sia mio.
Non forzo situazioni e non chiedo spiegazioni.

Sto qui, accolgo e raccolgo emozioni e sensazioni che cadono dal tempo.

Ch.

postato da: Chantilly alle ore 19:10 | link | commenti (15) | commenti (15)
categorie:
sabato, novembre 21

Lentamente i pensieri tornano al loro posto.
la malinconia si dissolve come nebbia d'autunno.
Tornano i colori.
Piano piano.
Basta poco, basta essere nel posto giusto e ritrovare il momento.

...eccolo.

Eccomi.



Gotta make your own rules, child,
Gotta break your own chains.
Your dreams that possess you
Can blossom and bless you
Or run you insane.


The moment is yours, child,
To lay on the line.
The past just don't matter,
Tomorrow won't mind.

I don't deserve you,
I'm only human.
But I swear I'll love you
Just as hard as I can.


Storm on the mountain
Stars in the sky
Running for glory
Freedom to fly.

Will you remember,
Way down the road,
Somebody loves you
More than you know.

Storm on the mountain,
Stars in the sky
Running for glory
Freedom to fly.

Will you remember,
Way down the road,
Somebody loves you
More than you know.

postato da: Chantilly alle ore 14:18 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie:
sabato, novembre 21

Ho pianto.
Per la prima volta da quando sono a Londra.
Per la prima volta da quando io e Lei, la malattia, abbiamo imparato a convivere nel nostro bizzarro equilibrio.

Lacrime come lava che lavano tensioni inespresse.

Non una vera ragione, non un vero motivo.
Non tristezza, non delusione, non amarezza.
Nulla.
Solo quel maledetto calendario.
Solo quella sensazione di completo abbandono, di vuoto che si intrufola, che scava, che non riesce ad allontanarsi da un'emozione lontana nel tempo.
Ho un abbraccio che non dimentico e non so perchè.
Ma è tutto cristallizzato, quasi congelato nella mia memora e sulla mia pelle - il profumo, la sensazione del maglione di lana, il suo calore.
Io seduta in braccio e lei che sorride.

E' un momento minuscolo.
Insignificante.
Allora ignoravo che sarebbe stato eterno, che sarebbe stato il mio abbraccio immenso, il mio attimo di infinito.
Non sapevo sarebbe stato l'abbraccio che avrebbe definito la misura di tutti gli abbracci.

Mio padre non sa abbracciare.
Ama ma non sa dare affetto
Mio padre è ancora confuso fra la sua famiglia e me.
Me - fuggita a Londra e qui abbandonata.
La distanza è un sollievo.
Il mio essere qui, la soluzione.

Neppure questo Natale avrò un abbraccio.
Sarà il mio primo Natale inglese.
poche alternative per chi non ha una sedia che l'attenda.

Ma non è tristezza.
E' consapevolezza delle scelte fatte e di quelle necessarie.

E' solo che oggi è così - sarà quella macchia nel cervello.
Oggi è così.
Me ne sto qui con la mia macchia nel cervello e una piccola spina dentro al cuore che a volte trema e freme di vita e di vite.

Oggi ho pianto.
fermate il calendario.

Ch.


postato da: Chantilly alle ore 11:35 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie:
venerdì, novembre 20


Momento di solitudine.
Voglia di un abbraccio.
nient'altro.
Una briciola di tenerezza.

Un abbraccio per scaldarmi.
Un abbraccio di quelli avvolgenti e totali, in cui il mondo scompare dentro le braccia che ti stringono.
Vorrei un abbracio in cui perdermi, in cui farmi cullare dal battito del cuore e in cui assaporare il respiro e l'odore dell'altro.
DI quegli abbracci che sanno di eterno, di quelli che cancellano il mondo per creare un cristallo di eternità.

Di quelli a cui ripensi, seduta sul letto, una sera di novembre.

Mentre guardi il calendario mordendoti le labbra.

Mentre i ricordi non voluti si intrufolano subdoli nella mente e la voglia di tenerezza - che non se ne è mai andata - solletica più forte il cuore.

E vorrei sentire il tuo calore.
Ancora una volta.
Anche un surrogato andrebbe bene stasera.

MI manchi.
Mi manca.


Ch.

postato da: Chantilly alle ore 21:00 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie:
venerdì, novembre 20

Destino capriccioso e bizzarro.
Dovrei essere dispiaciuta. Oppure arrabbiata.
Ho cucinato per ore.
Ho speso giorni cercando le ricette, cercando gli ingredienti nei vari mercati e vagando per la città in cerca dell'angolino magico in cui portare il mio persiano.
Avremmo dovuto essere insieme ora.
Ma problemi sul lavoro lo tengono a 300 km da me.

Dovrei essere dispiaciuta oppure delusa almeno.
Eppure no.
Non ci riesco.
Eppure sono serena.

Forse ci vedremo in serata.
O forse no.
Va bene così.
Non cerco, non mi ostino, non mi incaponisco.
Se è andata così, significa che doveva andare così.

Ho chiamato un'amica e abbiamo pranzato insieme con il mio cestino da picnic, ci siamo concesse cioccolata e dolci e ci siamo fatte un grossa risata.

Se arrabbiandomi potessi cambiare le cose, lo farei.
Ma ho imparato che non serve.
Accettare ciò che capita e cercare gli aspetti positivi è l'unico modo per affrontare la vita.

Preparare, cucinare e dedicare giorni ed attenzioni ad organizzare la giornata di oggi è stato per me più importante della giornata stessa.
L'ho fatto per me.
Per sentirmi viva.
Finalmente, viva.
Per sentire il mio cuoe che batte.

Finalmente.
Di nuovo.

E sono felice così.

Ch.



postato da: Chantilly alle ore 14:47 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie:
mercoledì, novembre 18

Ssst...

Non guardarmi mentre arrossisco, mentre i pensieri si attorcigliano imbarazzati ed emozionati attorno all'attimo in cui i miei occhi si perderanno dentro ai tuoi.
Lasciami godere il piacere subdolo dell'attesa, lasciami assaporare la distanza che mi separa dall'istante in cui il pensiero di te si fa presenza ed il tempo si interrompe.

Ti aspetto.
Siedo qui, le gambe a penzoloni, un sorriso e una manciata di attimi con cui giocare.

Ch. col cuore che fa rumore

postato da: Chantilly alle ore 01:40 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie:
sabato, novembre 14

Mia madre è morta 15 anni fa.
Nel mese di novembre. in una giornata fredda di nebbia.

Se ne è andata il giorno in cui avrebbero dovuto dimetterla dall'ospedale.
Al mio rientro da scuola, al suo posto, solo uno pezzetto di carta.
La casa era fredda e c'era nebbia.

Da 15 anni non pronuncio la parola mamma.

La memoria scombussola i ricordi: ne sbiadisce alcuni e ne fa riaffiorare altri.
Mi resta la sensazione del suo profumo, di qualche abbraccio, della nostra ultima sera in ospedale.

Molte volte mi domando se sarei quella che sono se lei fosse rimasta.
Lei, che con il suo andarsene mi ha obbligata a crescere, a pensare, a conoscere e capire.
Lei che mi ha regalato il mondo, la capacità di apprezzare e cercare il diverso perchè diverse eravamo noi - io e lei che parlavamo una lingua sconosciuta, che ci lasciavamo osservare discutendo in quella che è la mia lingua madre.
Mi ha fatta multi-culturale e globale prima che questi termini fossero di moda.
Mi ha preparata per il mio presente e mi ha dato esattamente ciò di cui avevo bisogno per arrivare dove sono ora.
MI ha dato tutto - anche (o soprattutto?) andandosene .

Tra pochi anni, arriverremo al giro di boa: avrò vissuto più anni senza di lei che con lei.
Ma senza di lei - senza le liti, le discussioni, gli ospedali, le malattie e la sua scomparsa - non sarei quella che sono.

Ha fatto più di quanto avrebbe dovuto.
Ed è bello ed è dolce, quando sua sorella, mia zia e madre morale, mi guarda annuendo orgogliosa.
Non serve che dica nulla - ci basta uno sguardo.

E finisco per essere grata anche del fatto che se ne sia andata - non perchè non mi manchi, ma perchè andandosene mi ha insegnato più di quanto avrei mai potuto imparare da sola.

Ch.


postato da: Chantilly alle ore 15:54 | link | commenti (12) | commenti (12)
categorie:
venerdì, novembre 13


La prima cosa che mi hanno detto qui è stata di trovare la mia posizione ontologica e definire gli aspetti epistemologici che caratterizzeranno il mio lavoro.

Ho anniuto e deglutito abbassando lo sguardo.
Vuoto.
Ho sempre amato la filosofia, il piacere perverso del mettere e mettersi in dscussione, il subdolo piacere di andare oltre e di sviscerare la visione del mondo.

Leggo, penso, cerco in una bulimia gnoseologica.
Sono circondata da Libri - sono il mio plotone di esecuzione, le loro parole munizioni che mi scivolano accanto.
Il cervello è un sistema elettrico sovraccaricato.

Cerco.
Cerco il mio posto nella filosofia e nella storia.
Devo conoscere il passato per forgiare le mie teorie - faccio parte del sistema e devo necessariamente conoscerlo per poterlo interrompere e cambiare.

Leggo.
Poche pagine e cambio testo, autore e momento storico.
Concetti che si appiccicano ed idee che si impigliano formando nuovi agglomerati, nuove posizioni e nuove pozioni di sapere.

Confusa, fra le mie convinzioni epistemologiche e la necessità di dare loro un nome.
Non sono capace di abbracciare posizioni altrui.

Ho bisogno di trovare il mio pensiero gemello.

Fame di idee.
Ed è quello che ho sempre voluto fare.
Nauseata, stordita e annichilita da questa sensazione di inadeguatezza epistemologica, mi godo il perverso piacere di fare quello che ho sempre voluto fare.

Realizzarsi è mettersi in discussione.
Ed io sono finalmente felicemente sottosopra.

Ch.




postato da: Chantilly alle ore 10:25 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie:

Chi sono

Utente: Chantilly
Ho solo qualche sogno, una valigia, qualche sorriso e tanti ricordi, vissuti e da vivere. E non mi serve altro.

Categorie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte